Chi entra in un edificio cerca risposte concrete: dove si trova la reception, quale corridoio porta alla sala riunioni, dove sono le scale o come raggiungere il reparto giusto. La segnaletica direzionale interna aiuta proprio in questo e funziona quando accompagna il visitatore in modo corretto e senza confonderlo. Ma come dovrebbe essere il cartello ideale? Bello sì, ma non solo!
Il primo passo è ricostruire il percorso
Ricostruire il percorso di chi non conosce il luogo è sicuramente il primo passo per creare una segnaletica adeguata. Il consiglio è dunque quello di partire dall’ingresso e segnare i punti in cui la persona che entra per la prima volta deve scegliere una direzione:
atrio,
incrocio tra corridoi,
ascensori,
scale,
accesso ai servizi,
etc.
Per ogni punto chiediti quale informazione serve in quel momento e quale può essere rimandata alla tappa successiva. Per progettare la segnaletica direzionale interna migliore puoi anche provare il percorso con qualcuno che non lavora nell’edificio: osserva dove rallenta, cosa chiede e quali porte interpreta male. Questa verifica spesso aiuta più di qualunque altra cosa.
Tutte le direzioni hanno la stessa importanza?
No, non tutte le destinazioni hanno la stessa importanza. L’ingresso dovrebbe quindi dare le informazioni principali, mentre i cartelli successivi potranno essere più specifici. Dopo aver creato una sorta di gerarchia, stabilisci dei nomi coerenti per stanze e servizi: se la stessa sala è chiamata “riunioni”, “meeting” e “sala blu” in punti diversi, il visitatore potrà confondersi.
Ricorda che la segnaletica non deve diventare una mappa completa appesa ovunque: se ogni superficie contiene tutte le informazioni, trovare quella rilevante richiederà più tempo. È sempre meglio distribuire le indicazioni lungo il percorso.
La leggibilità della segnaletica direzionale interna
Un cartello si legge in condizioni reali: a una certa distanza, con la luce disponibile e talvolta mentre si cammina. Per questo contano dimensione delle lettere, contrasto tra testo e fondo, riflessi e quantità di parole. Fai una prova alla distanza prevista e osserva se il messaggio si capisce senza fermarsi molto vicino. Se il supporto sarà collocato dietro un vetro, saranno da considerare anche gli eventuali riflessi in diversi momenti della giornata. Negli ambienti usati da persone con esigenze diverse, considera anche la posizione del cartello, l’altezza di lettura e la presenza di ostacoli. Le prescrizioni per l’accessibilità dipendono dal tipo di edificio e dagli obblighi applicabili. Pertanto, per un progetto regolamentato è opportuno verificare i requisiti con i tecnici competenti, oltre a curare la chiarezza grafica.
In ogni caso, è una buona soluzione puntare su caratteri semplici ed evitare di affidare tutto al colore: una freccia, un nome o un simbolo riconoscibile dovrebbe continuare ad avere senso anche per chi non distingue alcune tonalità o vede male.
Materiali e posizione della segnaletica direzionale interna? Sì, fanno parte del progetto
Un cartello posto dietro una porta aperta o coperto da un espositore non assolve la sua funzione. Proprio per questo è importante controllare i diversi punti di vista prima del fissaggio e valutare come cambia la visuale con persone in attesa, arredi mobili o attività temporanee. Nei corridoi lunghi, l’indicazione può essere utile prima della svolta.
Il materiale deve adattarsi all’ambiente: umidità, pulizie frequenti, luce diretta e rischio di urti dovrebbero sicuramente influenzare la scelta. Quando necessario si possono altresì prevedere dei moduli sostituibili o supporti aggiornabili. Tutto deve essere pensato per rendere l'edificio o il negozio più facile da visitare per chi lo frequenta ogni giorno e soprattutto per chi lo visita per la prima volta. Desideri il nostro supporto per la creazione della tua segnaletica direzionale interna? Scopri i nostri servizi di stampa in grande e piccolo formato e di realizzazione targhe su misura, e contattaci per ottenere una consulenza personalizzata.